Un’altra Turchia

Breve premessa: sono innegabili le difficoltà che ogni popolo vive quando è a contatto col “diverso”, sia esso di provenienza geografica, di scelte religiose, culturali o sessuali, anche di semplici abitudini.

Quello che mi ha infastidito dell’articolo che potete leggere qui…

http://www.vice.com/it/read/legge-anti-moschee-lega-nord-milano-corte-costituzionale-583

…che fra l’altro ritrae il quartiere in cui abito, è il tono fra lo scandalistico e il tesissimo che lo pervade, nonostante l’articolo stesso non denunci eventi nefasti o particolari difficoltà d’integrazione degli islamici della zona.

Infatti è proprio questo il punto: sono da molti anni qui, e non ho mai, dico mai, avuto rapporti meno che piacevoli, sereni, integrati con le varie comunità immigrate, sono numerosi soprattutto turchi, egiziani e cinesi.

Fra l’altro proprio oggi sono entrato per la prima volta in una macelleria turca aperta da poco, ho girato un po’, preso cinque cosette che m’ispiravano e che faticherei a trovare altrove, fra cui carne di manzo freschissima ed un tipo di biscotto delizioso: ho speso una cifra irrisoria per gli acquisti fatti, circondato da cortesia e sorrisi costantemente (mi chiamavano “zio milanese”, non chiedetemi perchè, somiglia al “capo” dei mercati ortofrutticoli italiani), insomma, questo è semplicemente vivere, insieme, sullo stesso pianeta. E’ davvero così difficile?

Papa Francesco: no proselitismo ma…

Al minuto 27.20 Eugenio Scalfari racconta un piccolo aneddoto riguardo un suo colloquio con Papa Francesco.

Premessa 1: Scalfari non è un giornalista che amo molto, è l’antitesi di Indro Montanelli, che quando scriveva aveva in mente un obiettivo primario, essere più chiaro possibile per tutti i lettori; Scalfari invece si autocompiace di parlare difficile.

Premessa 2: da tempo ormai mi sono allontanato dal Cattolicesimo, per tutta una serie di ragioni, ma non ho rancori preconcetti verso alcuna religione.

Trovo però quelle frasi che Francesco dice a Scalfari bellissime, aperte, ecumeniche, tutto il contrario di quello che molto spesso, purtroppo, proviene da tanti esponenti della Chiesa Cattolica, da semplici preti fino a eminenti cardinali.

Guardatelo, sono solo 3 minuti, e comunque in sostanza dice che la *sua* Chiesa non fa proselitismi, ma ha come missione quella di sviluppare e far evolvere la vocazione al bene dentro ogni individuo, poichè tutti noi umani abbiamo dentro sia la vocazione al bene che quella al male. E aggiunge che non cerca di convincere nessuno a convertirsi perchè ha un profondo bisogno di confrontarsi continuamente con non credenti per un interscambio e una crescita reciproca.

Molti, soprattutto i cosiddetti mangiapreti, potrebbero trovare queste affermazioni non sincere o comunque non seguite dalla maggior parte del clero alle dipendenze di Francesco, ma non è questo il punto: a volte è bello anche solo riuscire ad apprezzare una buona intenzione, senza necessariamente aggiungere un mattoncino alla strada per l’inferno.