Crabarissa, Sardegna

Una tenera storia, un percorso alato che riconduce alle radici sarde, un mondo per me quasi sconosciuto ma estremamente affascinante… a cominciare dal proverbiale carattere dei sardi, fiero e riservato, in cui ho sempre rivisto un pizzico del mio.

Questa è la capinera, un uccellino diffuso in tutta Europa, Sardegna inclusa, le cui femmine hanno la testa marrone/rossiccia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sylvia_atricapilla

Crabarissa (capinera)

Crabarissa (capinera)

Nel loro sterminato vocabolario pare la chiamino con decine di nomignoli, uno dei quali mi è particolarmente caro: “crabarissa”.

http://www.antoninurubattu.it/rubattu/component/glossary/Dulsi-9/C/capinera-162864/

Il termine ha origine da una scultura naturale in granito alta oltre 50 metri che si trova ad Austis, fra le province di Nuoro ed Oristano, e somiglia a una ragazza in costume tradizionale.

Sa Crabarissa, Austin

Sa Crabarissa, Austin

Ci sarà un legame fra l’uccellino e quella roccia? Stormi di crabarisse orbiteranno attorno allo spuntone come danzatori aerodinamici e colorati, come canta Battiato ne “Gli Uccelli”?…

“Volano gli uccelli volano
Nello spazio tra le nuvole
Con le regole assegnate
A questa parte di universo
Al nostro sistema solare
Aprono le ali
Scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani
Cambiano le prospettive al mondo
Voli imprevedibili ed ascese velocissime
Traiettorie impercettibili
Codici di geometria esistenziale”

Ma il racconto prende una piega leggendaria e drammatica: si racconta che il nome di quella roccia provenga da una fanciulla originaria di Cabras, da cui il termine Crabarissa (Donna di Cabras), che si innamorò di un pastore di Austis conosciuto durante la discesa invernale delle greggi dalle montagne fino alla costa, alla ricerca di pascoli migliori. Si scambiarono doni e la promessa di matrimonio, ma finita la transumanza il pastore ripartì per la montagna e non fece mai ritorno. La ragazza intraprese il lungo viaggio verso la montagna e, giunta ad Austis, trovò il pastore sposato con un altra donna; nel ritorno verso la pianura, rimase pietrificata dal dolore.

http://www.comune.austis.nu.it/index.php?option=com_content&view=article&id=29:sa-crabarissa-completo

Una versione meno straziante ma più banale della leggenda racconta che la ragazza, sposata e stabilitasi ad Austis, incappò in una maledizione. Un giorno mentre ritornava dall’ovile, portando sulla testa un recipiente di sughero pieno di latte, incontrò un pastore affamato che le chiese cosa portasse sulla testa. La ragazza risposte che trasportava pietre, e fu punita dal pastore/stregone che le preannunciò, a causa di quella bugia, che si sarebbe trasformata in pietra.

http://wikimapia.org/18637572/it/Roccia-Sa-Crabarissa

Il folklore attorno alla Crabarissa vive nei racconti e nelle canzoni, come quelle di Serafino Murru… ma mi piace pensare che tutto nasca da quella testolina rossiccia, e che ogni capinera sarda in volo sia un’esca per alzare gli occhi al cielo e pensare che c’è di più.

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