Legge elettorale: governabilità e rappresentatività

Avere una buona legge elettorale significa garantire al proprio Paese governabilità stabile e alle forze politiche rappresentatività adeguata; ma che vuol dire, in parole semplici?

– Governabilità: essere certi che subito dopo le elezioni si formi un governo con una maggioranza stabile e larga, con un numero di seggi utile per governare senza ricatti delle opposizioni e senza dover formare coalizioni litigiose come accadeva ai tempi della Democrazia Cristiana, del Pentapartito, ecc.

– Rappresentatività: essere certi che tutte le idee politiche presenti nel territorio e presentate alle elezioni sotto forma di partiti, abbiano modo di conquistare seggi e quindi far sentire la propria voce in Parlamento; anche le formazioni più piccole, quindi stabilendo una percentuale minima per l’ingresso non troppo alta.

La legge elettorale voluta dal governo Renzi, soprannominata Italicum, è stata criticata per varie ragioni, ma secondo me soprattutto per le ragioni sbagliate.

Punti a favore.
– Il 54% dei seggi va al partito che raggiunge il 40% dei votanti oppure, se nessuno ce la fa, al vincitore del ballottaggio fra i due partiti più votati.
– I partiti entrano in Parlamento raggiungendo almeno il 3% dei votanti a livello nazionale, ed il numero dei seggi di ogni partito viene calcolato proporzionalmente in base ai rispettivi voti.

Punti negativi.
– I votanti italiani vengono divisi in 100 sezioni territoriali, in cui i capilista verranno decisi dai partiti e saranno i primi eletti, senza possibilità da parte dei cittadini di non votarli.
– Ogni partito può candidare la stessa persona in 10 sezioni diverse, è un artificio per garantire l’elezione ai potenti di ogni partito.
– Questa legge elettorale vale solo per la Camera, invece il Senato secondo le intenzioni del governo Renzi, dovrebbe non essere più eletto ma raggruppare rappresentanti designati dai partiti, da pescare soprattutto fra amministratori locali (Regioni, Comuni), che svolgeranno attività ancora non ben chiare. Un modo per depotenziare una delle due Camere, preservando però la poltrona di centinaia di politici, ognuno col proprio carrozzone al seguito.

E’ una buona legge? Secondo me ha dei difetti, ma è migliore di quella in vigore in Spagna, per esempio, dove si è appena votato e nessun partito ha potuto conquistare la maggioranza dei seggi, nè sembra in grado di accordarsi in coalizione con altri per formare un governo di compromesso; tanto che si rischia di votare di nuovo a marzo, con la stessa legge elettorale e gli stessi rischi d’ingovernabilità.

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